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SABATO 14

 

Sara Sarnataro
Sara Sarnataro è una giovane singer innamorata del blues e del folk che è uscita a pieni voti dalla Accademia Professionale di Musical e Spettacolo "Dreaming Accademy" e che ha deciso di tributare l'icona del pacifismo Joan Baez. Sara spiega che ha amato da subito Joan Baez oltre che per l'estensione vocale anche per il suo impegno verso la lotta per i diritti civili e in particolare per l'opposizione alla guerra del Vietnam. L'artista friulana è accompagnata sul palco dai chitarristi Matteo Favretto in arte MisterMat, autore e compositore affermato nel panorama blues internazionale e Alessio Goldin bassista e chitarra che vanta esperienze con Raphael Gualazzi, Sarah Jane Morris, Brian Auger, Peter Green .


JOAN BAEZ
Joan Baez è un’icona del pacifismo e della lotta per i diritti civili, in particolare per l’opposizione alla guerra del Vietnam ed è detta “l’usignolo di Woodstock” dopo la sua celeberrima esibizione nel primo giorno del festival, dedicato ai musicisti di matrice folk .
La sua interpretazione della canzone di protesta pacifista “We Shall Overcome” è divenuta il vero e proprio inno del movimento per i diritti civili in America.



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Same Old Story
I Same Old Story sono una band dell'alto vicentino in attività da quasi 30 anni, che propone cover Rock Blues 60-70-80.
L'attuale organico è costituito da Paolo Bellinaso voce e armonica, Aldo Moro chitarra e voce, Francesco Martini tastiere, Paolo “Pox” Poggia basso e voce e Ermes Maculan batteria. Il gruppo ha sempre proposto sanguigne ed appassionanti cover di noti artisti, ed ha acquisito grande esperienza live grazie ai tanti concerti, apprezzati da un pubblico di appassionati della musica rock anni 60/70.
A Woodstock Xperience si concentreranno sulla musica dei Creedence Clearwater Revival, band capitanata dal chitarrista John Fogerty che ha sicuramente influenzato gran parte della musica rock dei decenni successivi.
CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL
Lo stile musicale dei Creedence Clearwater Revival era influenzato da country, blues e rock 'n roll, e venne definito swamp rock, letteralmente "rock della palude”.
All’epoca di Woodstock erano uno dei gruppi più popolari e conosciuti (nella loro pur breve carriera hanno venduto ben 28 milioni di dischi solamente negli Stati Uniti), non a caso furono i primi ad essere scritturati dell’intero cast, ma non sfruttarono adeguatamente la loro apparizione al festival perché il leader John Fogerty non era soddisfatto della performance e negò il permesso per l'utilizzo della loro esibizione nel film che invece consacrò la fama di altri protagonisti.





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Acid Queen
Ormai da più di 13 anni on the road, sono oggi più affiatati e coinvolgenti che mai i cinque musicisti che compongono gli Acid Queen, straordinaria band che ha l'ambizioso obiettivo di rendere omaggio alla regina del rock-blues anni sessanta: la leggendaria, indimenticabile Janis Joplin. Alla voce sempre lei: l'unica, inconfondibile Francesca "The Queen" Di Dionisio, strepitosa performer che nella sua voce riassume l'anima calda del soul, la spiritualità del gospel, la tristezza lancinante del blues e tutta la magia della psichedelia. Sul palco è accompagnata magistralmente dalla chitarra hard-blues di Ennio "The Doc" Mircoli, dai tamburi potenti e selvaggi di Diego "Scialò" Garbuglia, dal basso martellante e preciso di Alessandro "Geppy" Nardi e dell'organo sinuoso e caldo di Ermete "lo Stregone" Gasparrini.

JANIS JOPLIN
Quella di Janis Joplin è considerata come la più grande voce "blues" della storia del rock, una voce che emana una forza viscerale permeata dalla melanconia che faceva palesare le sue inquietudini, che la portarono alla morte per overdose a poco più di un anno dall’esibizione a Woodstock.
Se anche quella non fu certo una delle sue migliori performance (a causa delle lunghe ore di ritardo sulla scaletta salì sul palco visibilmente “condizionata” da alcol e droghe) la figura di Janis Joplin è indissolubilmente legata a quel momento storico e culturale.





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Simone Galassi
Chitarrista Modenese, Simone Galassi è considerato uno tra i più promettenti musicisti blues e rock-blues della penisola.
Ha collaborato in svariati progetti musicali, da band emergenti a diversi tributi a grandi artisti del rock, a compagnie teatrali. La sua passione più grande rimane però quella per Hendrix, a cui Simone assieme alla sua band dedica un omaggio fedele sin nei particolari, dalle Fender Stratocaster destre rigirate mancine come faceva Jimi, agli effetti ed agli amplificatori originali d’epoca, fino all’abbigliamento rigorosamente stile hippies, contraddistinto dalla grande energia che caratterizzò il rock dei sixties.

JIMI HENDRIX
Il live act di Jimi Hendrix doveva essere il clou del festival di Woodstock , e lui doveva essere l’ultimo ad esibirsi su quel palco.
E così fu, solo che invece di suonare alla mezzanotte del terzo giorno, si esibì quando era ormai la mattina del quarto e tre quarti del pubblico se n’era già andato.
Ma diede vita ad una straordinaria performance di circa due ore ed in particolare la sua incendiaria versione dell’inno americano “Star Spangled Banner” è uno dei momenti più iconici della storia del rock, una sorta di rituale rock che, attraverso i feedback lancinanti della sua chitarra, esorcizzava gli orrori della guerra del Vietnam.